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16 novembre CAMPIONESSE DEL MONDOOOOOODopo la qualificazione olimpica, la vittoria sulle statunitensi (25-20, 25-18, 27-25) regala alle azzurre anche il successo in coppa del Mondo. Ora le vittorie consecutive sono 21: battuto il record della Nazionale di Velasco
NAGOYA (Giappone), 16 novembre 2007 - Il primo oro mondiale (dopo 5 anni) arriva già nel primo set, a partita appena cominciata, quando un errore dell’americana Cassandra Busse regala all’Italia il 4° punto, quello che mancava per conquistare aritmeticamente anche il successo in coppa del Mondo, dopo la qualificazione olimpica centrata il giorno precedente. Gli Stati Uniti (anch’essi già qualificati per Pechino) vogliono chiudere in bellezza e interrompere la serie vincente delle azzurre: con una battuta molto aggressiva mettono sotto pressione la ricezione italiana, che fatica a ingranare.
FERRETTI CRESCE - Poi il motore dell’Italia si mette in moto (finale 3-0: 25-20, 25-18, 27-25) grazie a qualche clamorosa difesa che costringe la squadra di Jenny Lang Ping a forzare e quindi a sbagliare. La Ferretti, alla terza partita da titolare, dopo il problema alla schiena che ha bloccato Leo Lo Bianco, ha una sicurezza sempre maggiore nel gestire le compagne e l’Italia si conquista un break che diventa decisivo. Le azzurre partono bene anche nella seconda frazione, la campionessa olimpica cinese che guida gli Stati Uniti cambia la squadra per dare un po’ di spinta ai sogni di gloria a stelle e strisce, ma l’Italia fa buona guardia e con una attenta Cardullo tiene sempre a distanza le avversarie.
21 VITTORIE CONSECUTIVE - Nel terzo c’è ancora la razione americana che non si arrende. Ma l’Italia arrivare a chiudere il torneo imbattuta, allungando la striscia di vittorie consecutive a quota 21 migliorando il record che era stato della Nazionale di Julio Velasco, quello della Generazione dei Fenomeni, che proprio qui in Giappone, nel 1995 seppe chiudere la coppa del Mondo imbattuta, ma perdendo un set più di quello che hanno fatto le azzurre oggi (3 parziali contro 2). L’impressionante serie di successi ha tramortito tutti gli avversari, dal Brasile a Cuba, passando per la Polonia e gli Stati Uniti. Solo la Serbia, nel secondo girone, è riuscita a far tremare l’Italia, che esce da questo torneo con molte certezze in più sulla strada che porta a Pechino.
AGUERO SUPERSTAR - Una squadra granitica, con solide basi tecniche e molte certezze in panchina: Massimo Barbolini, in 14 mesi ha costruito un gruppo che può arrivare lontano, anche perché - come ha dimostrato proprio in questa trasferta - ha ricambi di alto valore che poche nazionali possono vantare. L’innesto di Aguero (forse la miglior giocatrice del Mondo) ha dato quella spinta necessaria a una squadra che aveva solo bisogno di qualche certezza in più. Vittoria dopo vittoria l’Italia si è cementata attorno alla campionessa nata a Cuba e in questa estate è sempre finita sul podio, vincendo due volte: oro alla coppa del Mondo e andando indietro, oro nell’Europeo, medaglia di bronzo al Grand Prix in agosto e poi un’altra - non meno importante - alle qualificazioni per il Grand Prix del 2008, conquistato con molte titolari lasciate a casa, in Turchia. Proprio ad Ankara è iniziata questa striscia di successi che non si è ancora conclusa e che ha lanciato la nazionale di Barbolini nella leggenda. E siccome lo sport non fa mai nulla per caso, l’ultimo successo, quello del record arriva contro gli Stati Uniti, lo stesso avversario battuto a Berlino il 15 settembre 2002, per il primo grande trionfo mondiale.
ITALIA-STATI UNITI 3-0 (25-20, 25-19, 27-25) ITALIA: Barazza 6, Aguero 13, Del Core 11, Ferretti 4, Gioli 14, Piccinini 6. Libero: Cardullo. Guiggi, Secolo. Non entrate: Anzanello, Lo Bianco, Ortolani. All.: Barbolini STATI UNITI: Glass 7, Scott-Arruda 6, Busse 11, Tom 13, Bown 6, Berg 1. Libero: Davis. Joines, Ah Mow-Santos 1, Nnamani, Sykora. Non entrata: Haneef-Park. All.: Lang Ping. ARBITRI: Kim (Kor) e Sokollu (Tur). NOTE: Spettatori: 2600. Durata set: 22, 23, 25. Totale: 1h10. Italia: battute vincenti 2, battute sbagliate 7, muri vincenti 9, errori 11. Stati Uniti: battute vincenti 2, battute sbagliate 8, muri vincenti 10, errori 15. 15 novembre IMMENSEEEEEEEEEEEENella coppa del Mondo in Giappone, decima vittoria e nono 3-0 (27-25, 25-19, 25-16 i parziali) per l'Italia che travolge Cuba e si assicura la qualificazione olimpicaNAGOYA (Giappone), 15 novembre 2007 - La decima gara della coppa del Mondo è quella che per l’Italia vale la terza qualificazione olimpica, ma è anche la partita di Tai Aguero contro il suo passato, le sue amicizie, la sua terra. Una partita che non può e non deve essere come le altre, infatti Tai la vive molto diversamente, mentre ascolta l’inno cubano, mentre si prepara a scendere in campo. Poi s’inizia a giocare e per le azzurre gioca lo stesso sestetto che ha travolto il Brasile 24 ore prima, con Francesca Ferretti al posto di Leo Lo Bianco, che triste in tuta (ha un problema alla schiena) guarda le compagne scaldarsi. PRIMO SET - L’Italia inizia malino, un po’ contratta, non riesce a fare il proprio gioco, Cuba si esalta e vola sul 10-7, ma con la difesa e i muri della Barazza le azzurre iniziano la rimonta e prendono in mano il set. Si vede, però, che è un giorno particolare e quando sono 23 a 18 le azzurre si bloccano. La battuta e il muro cubano (gli ultimi due sulla stessa Aguero) rivoltano nuovamente la frazione che sembra non trovare padrone: Cuba annulla 3 setball prima di averne uno a proprio favore, qui torna a esaltarsi la Gioli che con un attacco e subito dopo un muro torna a far sorridere le azzurre (tutte tranne Aguero).
SECONDO E TERZO SET - Vinto il primo set le italiane si sciolgono e nel secondo prendono il largo con una certa tranquillità: le cubane sbagliano qualcosa, mentre le azzurre in difesa non fanno cadere un pallone, è il 2-0. La partita non cambia fisionomia nella terza frazione: ormai l’Italia è ancora una volta padrona della partita. Cuba che aveva bisogno di questi due punti per continuare a sperare nella qualificazione olimpica, non riesce a tenere il ritmo delle italiane ormai lanciate verso la conquista del trofeo oltre che della decima vittoria consecutiva.
RECORD - E’ un’Italia da impresa quella che chiude il nono a 3-0, su 10 match giocati, ventesima vittoria consecutiva (non perde dal 7 settembre contro la Turchia), eguagliando così il record – che può essere battuto domani contro gli Stati Uniti – che fu della nazionale maschile di Julio Velasco, quello della Generazione dei Fenomeni. Proprio qui nel 1995 seppe fare lo stesso andando a vincere una coppa del Mondo senza perdere neppure una partita. Punto di unione di queste due squadre Marco Bracci: in campo 11 anni fa e secondo di Massimo Barbolini adesso. L’Italia, con questa squadra, ha una nuova stella da coccolarsi: è aperta la caccia al soprannome…
ITALIA-CUBA 3-0 (27-25 25-19 25-16) ITALIA: Barazza 9, Aguero 12, Del Core 12, Ferretti 2, Gioli 11, Piccinini 7. Libero: Cardullo. Guiggi. Non entrate: Anzanello, Lo Bianco, Ortolani, Secolo. All.: Barbolini. CUBA: Sanchez 4, Ramirez 7, Carcaces 5, Carrillo 12, Santos 6, Ruiz 10. Libero: Ortiz. Calderon 5. Non entrate: Barros, Herrera, Silie, Gonzalez. All.: Perdomo. ARBITRI: Sokollu (Tur) e Koncnik (Slo). NOTE: Durata set: 24', 21', 18'. Totale 1h03'. Italia: battute vincenti 4, sbagliate 3, muri vincenti 8, errori 8. Cuba: battute vincenti 2, sbagliate 12, muri vincenti 7, errori 12. Spettatori: 3.800. 14 novembre che spettacoloItalia - Brasile 3-0 (25-20 25-23 25-19) Italia: Piccinini 9, Barazza 6, Secolo 3, Aguero 19, Ferretti 1, Del Core 12, Gioli 10, Guiggi, Cardullo (L). All: Barbolini.
Brasile: Walewska 9, Paula 10, Thaisa 1, Fofao 2, Fabiana 4, Sassà 6, Jacqueline 3, Sheilla 11, Caroline, Fabi (L). All: Ze Roberto.
Grande Italia. Non siamo di parte, lo possiamo gridare al mondo ad alta voce!!! Perchè queste ragazze stanno compiendo una impresa fantastica, senza dimenticare tutto lo staff!! Il Brasile oggi ci ha messo molto del suo in senso negativo, difficoltà in seconda linea, muro quasi inesistente se non di contenimento, attaccanti con problmi a mettere a terra la palla, ben marcate. Basti pensare che Sheilla ha fatto 11 punti di cui 8 solo nel I set, poi il nulla!! Jacqueline in ombra, Paula, Sassà e Walewska hanno tentato il possibile, ma oggi questa Italia ci ha messo troppo cuore, prima ancora che la tecnica. Ferretti ha avuto il non facile compito di giocare una partita dura, una partita delicata, una delle gare che ci poteva portare a Pechino. Francesca non si tira indietro, gioca la sua pallavolo, forse meno veloce, ma efficace, con semplicità, senza emulare nessuno, senza cercare il difficile; ci crede, è una opportunità troppo importante per lei, fa giocare bene la squadra, le compagne rispondono all' appello: basti pensare che nel primo set solo Gioli è stata in "ombra", tutte le altre hanno dato un imporante contributo. Nel prosieguo le due squadre difendono tantissimo, il Brasile subisce a metà del II la rimonta (5-0), mostrando difficoltà in difesa e un calo di attenzione. Aguero è trascinatrice, ma è tutta la squadra che gira, dal muro alla difesa, alla regia. Il terzo set è un crescendo azzurro, le verdeoro hanno perso smalto, faticano in cambio palla e si tengono a galla con qualche guizzo in rigiocata dopo alcune buone difese. Si scontrano contro una grande Italia ed era necessario che tutta la squadra fosse al massimo per poter competere contro una Italia così forte.
Un grande staff, un grande gruppo. La dimostrazione che ogni pedina, ogni ragazza, è importante; ognuna quando in campo deve dare il proprio contributo, ognuna ci mette grinta e cuore, voglia di fare, voglia di dare. Tutte remano per un obiettivo comune, la vittoria, la qualificazione, la soddisfazione personale è tanta, ma concretizzata su un livello superiore, lontana dall'ego personale. Diverse di queste ragazze si stanno togliendo sasssolini importanti, sicuramente ne godranno. Ma prima di tutto la loro prestazione di singole serve alla squadra, anche solo per dimostrare di essere li per un motivo, di avere meritato la convocazione.
Tanto di cappello al Brasile, che dovrà farsi un bel mea culpa e per una volta da diversi anni a questa parte, saranno Zè Roberto e il suo gruppo a prendere esempio dall' Italia, per gioco e spirito di gruppo. Siamo a Pechino, è una certezza!!! La cosa bella, che vogliamo sottolineare è che la qualificazione è passata dalle mani di tutto il gruppo. Ognuna tornerà a casa consapevole di aver dato un aiuto affinchè il sogno di tutte loro e di noi tutti appassionati si avverasse! Un grazie che viene dal cuore, con una lacrima di gioia e un sorriso! Mancano due partite...non vogliamo la perfezione, ma perchè no....guardare ancora una volta le altre squadre dal gradino più alto del podio! A Pechino sarà tutta un'altra musica, lo sappiamo, ma nell'attesa tuffiamoci in questo momento di vero godimento.... 10 novembre Avanti cosi...
Gruppo A, Sapporo
Italia - Kenya 3-0 (25-13 25-13 25-5) Italia: Anzanello 9, Piccinini ne, Guiggi 12, Barazza ne, Secolo 7, Cardullo(L), Ortolani 17, Aguero ne, Ferretti 2, Lo Bianco ne, Del Core 13, Gioli ne.
Nel primo set, la nuova formazione schierata da Barbolini fatica solo qualche punto a trovare i migliori equilibri e così, dopo essere arrivata avanti di sole 3 lunghezze al primo T.O.T. (8-5), inizia il suo inesorabile allungo grazie soprattutto ai colpi della Ortolani (protagonista dell'incontro e di questo primo set con 7 punti) che porta l'Italia al 2° T.O.T sul 16-9. Ci pensano poi Anzanello e Del Core a portare le Azzurre sul 19-10 trovando dall'altra parte solo l'opposizione, strenua, di Moim e Khadambi. E' Guiggi quindi a chiudere il primo parziale in fast: 25-13.
Nel secondo set, il Kenya mette in campo alcune giovani pochissimo impiegate finora per fare esperienza, ma l'Italia continua "indifferente" a fare il suo gioco ed arriva al primo T.O.T avanti 8-3. Sono sempre Guiggi (con un muro), Ortolani e Del Core, come nel primo set, ad alungare fino al 12-3 e costringendo il Kenya al T.O. Si procede sugli stessi binari sul 16-8 e 21-12, ci pensa poi Anzanello con un muro su Wanjiru a chiudere il set sempre per 25-13.
L'ultimo parziale, le Azzurre decidono di provare a giocarlo al massimo e per le ragazze del Kenya non c'è purtroppo molto da fare. Il tabellone segna inesorabile prima 8-1 al primo T.O.T, quindi 16-2 al secondo T.O.T. Le azzurre hanno voglia di andare presto sotto la doccia e per il Kenya è notte fonda; per fare un altro punto devono attendere il 19esimo punto delle azzurre. Breve sussulto (20-4), ma Secolo e Guiggi mettono fine all'"agonia" delle pur volenterose ragazze africane chiudendo 25-5.
07 novembre Avanti cosiGiappone: Kurihara 10, Takesita 1, Takahashi 6, Sugyama 11, Araki 3, Kimura 6, Shoji 1, Sano (L). All: Yanagimoto. Nel primo set le azzurre partono sottotono, ma recuperano velocemente portandosi sull' 11-8, alunganso poi sul 14-10. Aguero e Del Core incrementano (18-14), Sugyama risponde, ma Barazza allunga (20-14). Aguero porta il punteggio sul 22-17, Sugyama non ci sta (24-18), ma un errore giapponese consegna il set all' Italia per 25-18.
Bene l'avvio della seconda frazione con Del Core (2-1), allunga Gioli (5-2,) Kurihara risponde, ma Lo Bianco incrementa (7-4). Le azzurre continuanola loro marcia con Aguero e Barazza ( 11-7), Gioli incrementa (14-6), Kurihara risponde (14-9), ma è Gioli a portare le azzurre sul 16-9. Sugyama e Kurihara accorciano (17-14), fino a raggiungere la parità (17-17). Barazza risponde a Sugyama (23-19), poi piazza un muro e Aguero chiude per il 25-19.
Il terzo set vede il vantaggio azzurro con Barazza (2-1), Gioli allunga (4-2), Secolo incrementa (8-2), Sugyama replica, ma Gioli porta le azzurre sul 9-4. Takahashi e Kimura provano a reagire, la Aguero frena le giapponesi (11-5). La solita Sugyama tenta il recupero, ma i muri di Barazza chiudono le vie di attacco al Giappone (15-6). Kurihara porta via qualche punto, ma Gioli e Del Core respingono (18-8). Aguero allunga (22-12), Kimura non ci sta (23-13), ma l' Italia chiude la gara sul 25-14.
Continua la marcia vittoriosa dell' Italia in questa WC contro un Giappone che, pur giocando in casa con il pubblico a favore, non riesce a far divertire la gente sugli spalti, lasciando fuori dal campo le caratteristiche di gioco che l' hanno sempre contraddistinta come squadra. Le azzurre partono bene, si sciolgono man mano prendono confidenza con il campo e concretizzano al meglio la manovra di gioco, mentre le gipponesi, pur facendo vedere qualche scambio interessante alla loro maniera, si infrangono contro la concretezza azzurra, che si dlinea a partire dalla seconda linea, fino ad arrivare al muro, finendo in una fase offensiva molto incisiva. L' organizzazione dl gioco italiano e soprattutto una correlazione muro-difesa fanno la diffrenza (16 muri a 3), le giapponesi non riescono a incidere perciò in prima linea; a metà della seconda frazione c'è un piccolo passaggio a vuoto per l' Italia: le giapponesi riescono a sfruttare il leggero calo avversario, Takahashi punge al servizio, noi commettiamo qualche errore e disattenzione in difesa. Barbolini inserisce Ortolani che si fa subito notare, le azzurre si ricompongono e con il muro ben appostasto riescono a rimandare indietro la velleità nipponica.
La differenza è stata prima di tutto nel tipo di gioco, più corale per le azzurre, monocorde per il Giappone: la ricezione italiana oggi offre buoni palloni per Lo Bianco che sfrutta tutte le attaccanti, spingendo con Aguero e Gioli in alcuni momenti, poi con Del Core e Barazza in altri, con Secolo per un set e mezzo in ombra, poi decisiva in particolare a muro. Il Giappone si affida a Sugyama e Kurihara, le altre sembrano quasi comparse se non in pochi frangenti di gara. La ricezione traballa, il muro non contiene gli attcchi azzurri, faticando anzi a leggerne il gioco. Gli errori delle due squadre non sono determinanti ai fini della gara se non nel secondo set, quando le azzurre permettono il rientro avversario e le giapponesi sul finire di parziale sfumano.
Un Giappone sottotono, quasi irriconoscibile per certi versi, che fatica in cambio palla e nel gioco veloce, contro una Italia determinata, attenta e incisiva in tutti i fondamentali. La gara di oggi ci fa ricordare che la pallavolo non è uno sport individuale: lo sa bene l' Italia che mette in mostra meccanismi oliati e la precisione in ogni fondamentale permette a tutti i reparti di funzionale al meglio. Brave le azzurre anche nel momento di difficoltà a riprendere velocemente le fila del discorso, perchè ci possono stare momenti di calo o in cui le avversarie giocano meglio e salgono in cattedra, l' importante è non perdere il bandolo della matassa. Così è stato, non sempre si riesce, anche se il Giappone ci ha messo molto del suo. Il cinismo azzurro è stato ancora una volta parte importante per vincere, una caratteristica che non deve mai mancare insieme all' umiltà: due doti che sino ad ora, han fatto dell' Italia una squadra vincente. 06 novembre Italia-Serbia addio tabùNel quarto incontro di World Cup, le azzurre battono al tiebreak il primo avversario insidioso della manifestazione. Rispetto alla finale europea, le ragazze di Barbolini hanno sofferto di più, soprattutto i bioritmi del fuso orario giapponese. Barbolini: "Sono orgoglioso"OSAKA (Giap), 6 novembre 2007 - "Sono orgoglioso della mia squadra: ha saputo vincere una partita anche giocando non al meglio. In un torneo come questo va bene, a patto che poi non capiti più volte…". Massimo Barbolini può respirare a pieni polmoni nell'aria carica di pioggia di Osaka, ha spezzato la maledizione serba in Giappone (l'anno scorso le azzurre persero due volte con la formazione di Terzic consegnandole il bronzo mondiale), mantenendo il vertice della classifica, sia pure in buona compagnia e confermando il risultato della finale europea. "Una sconfitta ci avrebbe reso tutto più difficile", aggiunge il c.t. italiano. Invece anche grazie a Simona Gioli, premiata alla fine come migliore in campo, le cose sono andate molto diversamente. ALTI E BASSI - Si può dire che la partita è girata nel quarto set quando Jenny Barazza è andata al servizio sul 17-16, ne è uscita con l’Italia saldamente al comando. Nel tiebreak c'è stata poca storia anche per la straripante presenza a rete della mamma di Perugia (appunto la Gioli) che ha infilato una serie di 4 muri e un attacco (molto difficile), inchiodando le serbe alla prima sconfitta nel torneo. Ma prima dell'epilogo felice l'Italia era stata tutt'altro che piacevole da guardare: bruttina nel primo set, bene nel secondo, ancora male nel terzo, così così nel quarto. Insomma incapace di dare continuità al proprio gioco e molto fallosa (30 errori comprese le battute errate, sono tanto di più di quello che le azzurre avevano sbagliato complessivamente nelle prime tre gare).
GIAPPONE - Forse la partita in orario non abituale (alle 12.35 locali) ha condizionato l'Italia che non si è saputa adeguare al cambiamento di abitudini. I bioritmi non funzionavano e anche i soliti punti di riferimento in campo, hanno lasciato a desiderare. Per fortuna delle azzurre la Serbia (che rispetto al Mondiale ha 4 giocatrici in meno, essendosi ringiovanita ancora) ha sbagliato di più soprattutto alla fine, appoggiandosi troppo sull'unico punto di riferimento in attacco, Nikolic, che bersagliata dalle battute italiane è finita in crisi, nonostante uno strepitoso terzo set (9 punti per lei). Prima che la Gioli innestasse il turbo e decidesse che i tifosi azzurri avevano sofferto abbastanza. Domani c'è il Giappone, prima di un altro trasferimento verso Nord (a Sapporo), ma si gioca alle 18 locali, non ci saranno quindi problemi di sveglia…
ITALIA-SERBIA 3-2 (23-25, 25-14, 16-25, 25-17, 15-7)
ITALIA: Del Core 8, Gioli 17, Lo Bianco 1, Piccinini 15, Barazza 8, Aguero 17. libero: Cardullo. Secolo 2. Non entrate: Ortolani, Anzanello, Ferretti, Guiggi. All.: Barbolini SERBIA: Nikolic 19, Veljkovic 6, Brakocevic 12, Molnar 9, Citakovic 11, Ognjenovic 1. Libero: Cebic. Majstorovic 1, Isailovic, Nesovic 1. Non entrate: Vesovic, Simanic. All.: Terzic ED ECCO IL NUOVO PALLONE
04 novembre Italia: è tornata la Picci!!!Italia - Korea 3-0 (25-15 25-19 25-22) E sono tre! Altra vittoria delle nostre Ragazze che annichiliscono anche le coreane ed allungano la striscia vincente iniziata agli europei. Oggi il coach Barbolini decide di concedere un po' di riposo alle due centrali finora titolari (Gioli e Barazza), facendo partire nello starting six Anzanello e Guiggi. Turno di riposo anche per Del Core (al suo posto Secolo) e dal secondo set ad Aguero (Ortolani al suo posto). Nonostante i cambi, però, la musica non cambia ed è sempre un'Italia convincente e vincente. Da segnalare un'ottima prestazione della Piccinini, top scorer dell'incontro. Ed ora, dopo il turno di riposo di domani, si riparte martedì ad Osaka contro la Serbia ed il giorno seguente contro il Giappone. Italia: Anzanello 7, Piccinini 24, Guiggi 9, Barazza ne, Secolo 12, Cardullo(L), Ortolani 5, Aguero 3, Ferretti ne, Lo Bianco 1, Del Core ne, Gioli ne. All. Barbolini. Korea: Yoo-Na 8, Jung-Hee 7, Sa-Nee 1, Hae-Ran(L), Hea-Won ne, Yeon-Koung, Yoo-Mi 12, Song-Yi 4, Dae-Young 8, Se-Young 2, Mi-Ran, Hye-Seon. All. Lee Jung-Chul.
02 novembre ricominciamo con un bel 3 a 0!!!!!!!!!! ITALIA: Secolo 8, Barazza 10, Aguero 14, Del Core 9, Lo Bianco 3, Gioli 9. libero: Cardullo. Piccinini 5. Non entrate: Ortolani, Anzanello, Guiggi, Ferretti,. All. BarboliniTHAILANDIA: Thinkaow 4, Sittirak 5, Sanuanram, Khanan 8, Kanthong 6, Tomkom 1, Libero: Buakaew. Paladsrichuay 5, Apinyapong W. 8, Koijapo, Apinyapong K.. Non entrate: Hyapha, All. Nataphon. Italia: bv 5, bs 4, mv 14, er 3. Thailandia: bv 1, bs 9, mv 2, er 8. Tokyo. Parte con il piede giusto la World Cup della nazionale azzurra, con un secco e convincente successo per 3-0 a spese della Thailandia. Una prova senza sbavature, ottima in difesa, convincente al servizio ed a muro. Le asiatiche, pur impegnandosi, non hanno raccolto molto appena 44 punti in tre parziali e soli 54 minuti di gioco effettivo. L’Italia è tornata in campo con la stessa voglia di far bene dei vittoriosi Europei, dopo un break negativo iniziale, ha preso a macinare gioco divertendosi nelle combinazioni offensive, mostrando di non avere voglia di lasciare nulla per strada. Barbolini come si era già intuito nel corso della settimana ha riproposto la formazione che aveva chiuso vittoriosamente la rassegna continentale affidando la cabina di regia a Lo Bianco, con Aguero opposto, Barazza e Gioli a formare il reparto delle centrali, Del Core e Secolo in ricezione insieme al libero Cardullo. All’inizio del terzo set il ct azzurro ha avvicendato Del Core con Piccinini. La toscana ha iniziato piazzando due muri vincenti, poi ha fatto vedere le sue conosciute doti in difesa e ricezione. La Thailandia ha iniziato portadosi avanti 3-0, poi ha subito perentoria la rimonta azzurra. L’Italia ha vinto con l’identico punteggio (25-14) il primo ed il secondo parziale che hanno avuto anche la stessa durata (18 minuti). Nel terzo le asiatiche hanno lottato di più, ma dal 12-12 pari in poi non sono più riuscite a reggere il ritmo delle campionesse del vecchio continente. L’Italia ha chiuso i giochi ancora per 25-16, nei soliti 18 minuti. Domani secondo impegno contro la Repubblica Dominicana. Le centroamericane partecipano al torneo grazie ad una wild card, ma sono egualmente squadra di buon livello, capace anche di imprese inattese. Quest’anno l’Italia l’ha affrontata a Taipei in una tappa del Grand Prix, imponendosi 3-0. (Fipav) 01 ottobre Siamo Campionesse d'Europa!!!!28 settembre semifinale![]() Sarà italia-russia la semifinale dell'europeo!!ci vorrà una super italia!!!forza ragazze!!!!!!!!!
25 settembre Grandi!! FRANCIA 3-1 (24-26 25-17 25-10 25-19)
ITALIA: Lo Bianco 3, Fiorin, Barazza 16, Aguero 22, Del Core 10, Gioli 17. Libero: Cardullo. Croce, Ortolani 8, Secolo. Non entrate: Ferretti, Guiggi. Allenatore: Barbolini. FRANCIA: Salinas, Ravva 18, Kociniewski 2, Rybaczewski 12, Lozancic 14, Schleck 11. Libero: Querard. Faesch 1, Turiaf 2, Rochelle, Bauer 1. Non entrate: Djilali. Allenatore: Yan Fang. ARBITRI: Van Iersel (Ned) e Hobor (Hun). Durata set: 25, 23, 17, 22. Totale 1h34. Italia: aces 6, battute sbagliate 4, muri 17, errori 10. Francia: aces 4, battute sbagliate 7, muri 11, errori 16. Charleroi. Le azzurre di Massimo Barbolini hanno vinto ancora e dopo il 3-1 sulla Francia continuano imbattute il loro percorso verso le semifinali. Contro le transalpine guidate dalla “volpe” cinese Yan Fang l’Italia ha colto una vittoria strameritata, dopo un avvio difficile e falloso. Dopo aver lasciato nelle mani avversarie il primo set, Lo Bianco e compagne hanno cominciato a giocare un volley veloce e pungente, che ha trovato negli attacchi della Aguero una realizzatrice concreta., ben affiancata da Serena Ortolani, che nel frattempo aveva rilevato Valentina Fiorin. Quella odierna è stata soprattutto la grande giornata di Jenny Barazza, che ha sfoderato una prestazione degna del massimo dei voti: molto buona in attacco, assolutamente eccellente a muro ed al servizio. Sei i punti realizzati bloccando gli attacchi delle avversaria, ben 20 i turni in battuta con ben tre punti diretti. Il successo fa fare alla squadra italiana un altro passo verso le semifinali. La sfida di domani con la Turchia (ore 15) potrebbe essere quella decisiva, ma per essere più precisi occorre attendere i risultati delle altre gare della giornata. CRONACA – L’Italia ha iniziato il match con due punti consecuti di Tai Aguero, poi è rimasta “invischiata” nel gioco francese. La ricezione non ha funzionato al meglio e Lo Bianco ha dovuto limitare il gioco al centro. A metà parziale le ragazze italiane hanno tentato l’allungo sino al 15-12, ma la reazione transalpina è stata immediata ed efficace. Il set è rimasto sul filo dell’equilibrio, ma al secondo set point Ravva e compagne hanno chiuso 26-24. Nel secondo Barbolini, rispetto alla formazione base ha tolto Fiorin, lanciando Ortolani. Un prolungato turno in battuta di Jenny Barazza ha lanciato le ragazze italiane sul 12-7, in pratica il break decisivo. La Francia ha provato in un paio di frangenti la rimonta, ma si è arresa quando Ortolani ha piazzato quattro battute potenti che hanno favorito tre muri. Al rientro in campo, la Francia in chiara difficoltà, ha lasciato che la squadra azzurra si portasse sul 14-5, segnano il set. Sembrava che anche il quarto fosse più o meno avviato verso lo stesso andamento, ma sul 5-2 le ragazze italiane hanno sciupato il contrattacco del 6-2 e poi hanno permesso a Ravva e compagne di allungare 8-6. Ma questa volta alle difficoltà l’Italia ha saputo reagire con veemenza, trovando il pareggio ed allungando poi 16-10. Nel finale ci ha pensato Simona Gioli (cresciuta nel corso del match) ha chiudere i conti.
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